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October 30 Grand Raid de la Reunion - 23,24 e 25 ottobre 2009
“ Qual è la più bella ?
La stella del mattino o quella della sera ?
L’alba o il tramonto del cuore ?
L’ora in cui guardiamo avanti verso l’ignoto, e il giorno che consuma le ombre, o quella in cui tutto il paesaggio delle nostre vite si stende dietro di noi e luoghi familiari splendono nella distanza , e dolci ricordi si innalzano come soffice nebbia ed esaltano le cose che abbiamo posseduto che presto svaniranno ? “ .
Henry Wadsworth Longfellow
"J’ai survécu " , "J’ai survécu " , questa è la frase scritta nella maglietta, quella che di solito dice semplicemente “finisher” e che a noi sembra già incredibile . "J’ai survécu " , significa “ sono sopravvissuto “ ! Niente di più chiaro potrà mai rendere esattamente la descrizione della gara.
Nella lista delle gare più difficili al mondo c’è anche questa : il Grand Raid de la Reunion, 147,8 km con 9184 m di dislivello + .
147,8 km di salite e discese sconnesse e tecnicamente impervie tanto da mettere a dura prova i quadricipiti di qualsiasi atleta professionista.
147,8 km di paesaggi indimenticabili, viste mozzafiato di natura incontaminata al di sopra delle nuvole. Vulcani, plateau di sabbia , prati da fare invidia a quelli della Svizzera, foreste magiche e cieli stellati dove le stelle fanno a pugni per starci dentro tutte insieme .
147,8 km di gente sempre con il sorriso sulle labbra, pronta a tirarti su il morale con il loro supporto semplice ma efficacissimo.
147,8 km organizzati in maniera pressoché perfetta. In simbiosi con la natura e nel rispetto totale di essa.
“C’est dire si le Grand Raid de la Réunion est un défi physique, et les coureurs qui en prennent le départ, des sportifs formidables ! “.
Questo non ve lo traduco, ma vi dico soltanto che è scritto nella presentazione da chi organizza la gara .
La gara parte il 23 ottobre alle 24h da Saint Philippe – Cap Mechant. 2500 i partenti su 2700 gli iscritti. Il motivo di tante defezioni c’è per la verità, ed è che a due ore dalla partenza il tempo, clemente sino al pomeriggio, ha manifestato il meglio del suo repertorio torrenziale ! Sembrava che il cielo stesse venendo giù senza alcuna pietà. Tutti accalcati sotto una specie di uragano verso la prima ascesa di 2320m in cui per le prime due ore mentre noi salivamo la montagna veniva giù ! Ma nulla in certi casi affievolisce la carica di adrenalina di chi sta per affrontare un Grand Raid di 150km. La concentrazione è tale che non ci si accorge di nulla, anzi, per un certo spirito di sopravvivenza, si cerca di sminuire tutto quello che accade attorno a noi. Quindi niente panico, ma soltanto umorismo !
17 sono i punti di riferimento dalla partenza all’arrivo. Ogni controllo un punto in meno.
Ore 6,00 del mattino circa Le Volcan-Plaine des Sables , km30. Spettacolo. Meraviglia. Stupore. La fatica non si sente perché il piacere è superiore ad ogni cosa.
Passano le ore , i paesaggi cambiano e la bellezza resta . Mare a Boue, Gite du Piton des Neiges sono posti spettacolari e le salite e le discese si susseguono senza clemenza. Il sole si fa veramente caldo e le gambe oramai quasi non si sentono più. E’ un saliscendi continuo, estenuante, si corre nei plateau e dentro la foresta, si passa dai colori marroni melange e nero del terreno vulcanico a quelli del verde di tutte le sfumature dell’incredibile quantità di vegetazione che cresce all’interno delle foreste, sempre umide e rigogliose. Si passa da una pioggerellina fittissima e lenta per superare le nuvole e ripassare al sole cocente. Sembra incredibile per chi non ha mai avuto un’esperienza del genere, ma è proprio così. Saliamo molte volte al di sopra delle nuvole e ci sentiamo veramente in un sogno. Dall’alto il panorama è incredibile. Siamo circondati dalle montagne, tutte diverse tra di loro, tutte appoggiate le une alle altre con disegni incredibili. Sembra tutto finto. Sembra un plastico dimostrativo di Quark !
I km passano e la fatica aumenta a dismisura. Prima di arrivare a Cilaos passiamo attraverso un altopiano rigogliosissimo e verdissimo sul quale la nostra fantasia comincia a volteggiare passando dalla Svizzera per poi passare all’Irlanda ed atterrare in Nuova Zelanda, un po’ di umorismo non guasta per ammazzare il tempo infinito che ci divide dal traguardo ! Sino a questo punto siamo ancora tutti e tre insieme. Cilaos, Pied du Taibit, Marla, Trois Roches . 19h09’ di gara e le sorprese continuano. Dopo Marla si oltrepassa un ponte tibetano (e anche questa per me è un’assoluta novità ! non avevo mai provato la sensazione del vuoto ondeggiante di questi ponti) . Si guada un fiume e si passa sopra una fila perfetta di pietre rotonde tenendosi lungo una corda messa appositamente per aiutarsi poiché la prova sembra fatta per giocolieri e acrobati . L’equilibrio si perde subito ed è inevitabile cadere in acqua, chi soltanto con i piedi e chi invece di più.
Superata la prova la gara continua e le difficoltà non diminuiscono …..
Il silenzio è accompagnato dai rumori della natura, l’acqua, le ranocchie che gracidano, il fruscio della pioggerellina . Tutta musica per le nostre orecchie. Musica rilassante, di quelle genere ZEN .
La crisi arriva e questo per me resta ancora un mistero. Dovrò riuscire a capire cosa improvvisamente mi porta ad uno stato di debolezza incredibile.
Roche Plate, Grand Place, Aurere, 112km : ore 04 e 28’ di sabato 24 ottobre. Mi accorgo di essere in un posto particolare. Spengo la luce frontale e alzo gli occhi al cielo. Stelle, milioni di stelle, l’una accanto all’altra, di tutte le dimensioni e dalle molteplici figure. Ci fermiamo stupefatti per goderci in assoluto silenzio lo spettacolo, forse nemmeno il cielo stellato del deserto è così bello.
Alba, finalmente luce, siamo consapevoli che oggi arriviamo. Non sappiamo ancora quando, ma sappiamo che la nostra splendida avventura volgerà al termine entro ora di pranzo.
Km121 : Deux Bras : si scende dalla foresta e si oltrepassa il fiume entrando in una zona sabbiosa molto bella. Il Controllo nr° 13 è proprio dietro la collinetta di sabbia e ciotoli. Altro attraversamento di fiume e poi un meritato massaggio ai miei poveri muscoli martoriati .
Mancano 46,8km . Poco più di una maratona è vero, ma il tempo impiegato non è proprio quello che ci mettiamo per chiudere una 42km. Al traguardo infatti mancheranno ancora 7h30’ !
Si riparte da Deux Bras e si sale verso la cittadina di Dos d’Ane, attraverso un’ascesa faticosissima ed interminabile.
Il traguardo si avvicina ma le difficoltà sembrano aumentare sempre di più !
Si sale nella Riserva Naturale di Roche Ecrite . La salita è intensa ma breve, almeno quella verso la cresta del monte. Una volta arrivati in cima si percorre tutta la montagna correndo lungo la cresta su di un sentiero piccolissimo e si ha la sensazione di essere in cima al mondo !
Da un lato si vede il vuoto assoluto e dall’altro tutte le montagne sempre con la sistemazione che vi avevo descritto prima e le nuvole a metà che rendono ancora più alte le loro cime.
Il percorso dura almeno una cinquantina di minuti in cui i sali e scendi su gradoni naturali daranno il colpo finale alle nostre gambe !
Prima di arrivare al penultimo controllo si scende attraverso una foresta fittissima dove il sentiero pieno di radici enormi sembra una pista da bob . La terra bagnata e compatta di un meraviglioso color amaranto e piena di foglie secche ci fa scivolare lungo il suo percorso con velocità incontrollabili. Ci superano dei missili che sembra quasi non tocchino terra. Sono gli atleti locali che conoscono perfettamente le caratteristiche del percorso e si sparano le ultime cartucce !
Ci siamo ! Le Colorado : 142km ! Gli ultimi 5,8km ! Sembrano una fesseria, pochissimi …. Invece no ! 58’ per percorrere 5,8km !
Prima un po’ di strada e poi gli ultimi interminabili 3,7km dentro la foresta per poi precipitare lungo una discesa verticale del monte che si erge in direzione del Saint Denise Redoute . I piedi gridano aiuto, sono cotti e la discesa certo non aiuta, ma vedere l’arrivo proprio sotto di noi è già una spinta in più. Quella che ci porterà al traguardo, l’agognato e meritato traguardo !
Redoute Ligne d’arrivée : 24/10 14:33 – 38h33mn56s – 147,8km 318ème assoluta e 5ème classement V1F .
Non so se sono stata capace di trasmettere la bellezza dei posti e le sensazioni fortissime appena vissute. Ho cercato di concentrare in uno spazio più piccolo possibile un’enormità di meraviglie. Un’impresa ardua, forse impossibile, ancora più difficile della gara in sé !
Non ho nominato nessuno dei miei compagni volutamente, non per mancargli di rispetto, ma perché mi sembrava più giusto dar spazio alla gara, al suo fascino e ai nostri sentimenti personali.
Alla fine siamo tutti uguali, chi arriva prima o chi arriva dopo vive in egual misura le stesse emozioni e confrontandoci non possiamo far altro che rendercene conto.
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